Negli ultimi anni sempre più persone sentono il bisogno di uno spazio di confronto profondo, autentico e non giudicante.
Non solo per “stare meglio eliminando un sintomo”, ma per comprendere ciò che stanno vivendo, dare senso alle proprie esperienze (cambiamenti, crisi, relazioni complesse, domande di identità e di significato) e ritrovare un orientamento personale.
Il Gruppo terapeutico Umanistico-Esistenziale nasce proprio da questa esigenza: offrire uno spazio psicologico strutturato in cui la persona possa esplorare sé stessa in relazione agli altri, all’interno di una cornice teorica solida e contenitiva. Si fonda su un modello che integra psicologia umanistica ed esistenziale, offrendo un contesto di lavoro in cui la persona può esplorare sé stessa in relazione agli altri e alla propria esistenza.
In questo articolo spieghiamo in modo chiaro e professionale:
- che cos’è un gruppo umanistico-esistenziale
- le basi teoriche del modello umanistico - esistenziale
- quali sono i suoi obiettivi
- i benefici del lavoro di gruppo
- la metodologia utilizzata
- come si svolge concretamente un percorso
- a chi è rivolto
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Che cos’è il Gruppo di Psicoterapia Umanistico-Esistenziale
Dal punto di vista psicologico, il gruppo umanistico-esistenziale è uno spazio di lavoro clinico ed esperienziale che si fonda sui principi della psicoterapia umanistico-esistenziale.
Al centro del percorso non c’è il sintomo da eliminare, ma
- la persona nella sua interezza
- la sua esperienza soggettiva
- il modo in cui dà senso a ciò che vive
- le sue relazioni, scelte, valori e responsabilità.
L’approccio umanistico-esistenziale considera l’essere umano come un soggetto attivo, capace di consapevolezza, libertà e trasformazione, anche nelle fasi di difficoltà.
In questa prospettiva, il disagio psicologico non è visto solo come qualcosa da eliminare, ma spesso come un segnale esistenziale, un messaggio che chiede ascolto e comprensione.
Le basi teoriche del modello umanistico-esistenziale
Il lavoro di gruppo si ispira a diversi riferimenti teorici, tra cui:
- Carl Rogers e la relazione come spazio di cambiamento
Il contributo di Carl Rogers è centrale nella costruzione del setting di gruppo.
Secondo Rogers, il cambiamento avviene all’interno di una relazione autentica, caratterizzata da:
- empatia
- congruenza
- accettazione positiva incondizionata
Nel gruppo, queste condizioni favoriscono un clima di sicurezza psicologica, in cui le persone possono esprimersi senza timore di giudizio e sviluppare una maggiore fiducia in sé e negli altri.
- Rollo May e l'ansia esistenziale
Rollo May ha contribuito a ridefinire il concetto di ansia, distinguendo tra ansia patologica e ansia esistenziale.
Quest’ultima non è un disturbo da eliminare, ma una componente inevitabile dell’esistenza umana, legata a temi come:
- libertà
- responsabilità
- scelta
- finitezza
Nel gruppo, l’ansia viene accolta e compresa come parte del processo di crescita, piuttosto che evitata o silenziata.
- Irvin Yalom: il gruppo come esperienza terapeutica
Il contributo di Irvin D. Yalom è fondamentale per comprendere il valore trasformativo del gruppo.
Secondo Yalom, il gruppo è un potente strumento terapeutico perché attiva specifici fattori di cambiamento, tra cui:
- universalità (sentirsi meno soli)
- rispecchiamento
- coesione di gruppo
- apprendimento interpersonale
- responsabilità personale
- confronto con i temi esistenziali fondamentali
Nel gruppo umanistico-esistenziale, il lavoro sul qui e ora della relazione permette di osservare e trasformare modalità relazionali abituali in un contesto protetto e consapevole.
- Viktor Frankl e la ricerca del significato
Il pensiero di Viktor Frankl introduce il tema fondamentale del senso.
Secondo Frankl, l’essere umano è mosso da una “volontà di significato” e il disagio può emergere quando questa dimensione viene meno.
Nel gruppo umanistico-esistenziale, le esperienze personali vengono esplorate anche in relazione ai valori, alle scelte e al significato che ciascuno attribuisce alla propria vita, favorendo un processo di riorientamento esistenziale.
In questa cornice, il gruppo diventa un luogo di esperienza viva, non solo di riflessione teorica.
- Luigi De Marchi: angoscia di morte e modello delle quattro dimensioni
Il contributo di Luigi De Marchi offre una lettura profonda delle crisi esistenziali contemporanee.
In particolare, il concetto di angoscia di morte viene inteso non solo come paura della fine biologica, ma come esperienza legata alla perdita di senso, di direzione e di continuità identitaria.
Il lavoro di gruppo tiene conto del modello delle quattro dimensioni dell’esperienza umana:
- corporea
- emotiva
- relazionale
- simbolico-esistenziale
Questo modello permette di leggere il disagio come fenomeno complesso e integrato, evitando riduzioni semplicistiche e favorendo una comprensione più ampia della persona.
Obiettivi di un Gruppo Umanistico-Esistenziale
Un percorso di gruppo umanistico-esistenziale ha obiettivi chiari, tra cui:
- aumentare la consapevolezza di sé
- comprendere i propri vissuti emotivi e relazionali
- esplorare i propri schemi di relazione
- lavorare su temi di identità, autostima e confini
- riconoscere bisogni, desideri e valori personali
- sviluppare una maggiore responsabilità verso le proprie scelte
- ridurre il senso di isolamento emotivo
Il gruppo non offre soluzioni preconfezionate, ma favorisce processi di comprensione e trasformazione. Accompagna ciascun individuo nel viaggio di scoperta e rielaborazione della propria esperienza.
Il gruppo è uno strumento potente perché permette di:
- sentirsi meno soli nelle proprie difficoltà
- riconoscere che alcuni vissuti sono condivisi
- ricevere rispecchiamenti autentici
- osservare sé stessi attraverso lo sguardo degli altri
- sperimentare nuove modalità relazionali in un contesto protetto
Nel gruppo, l’esperienza individuale si intreccia con quella collettiva, generando un apprendimento profondo e duraturo.
Come sottolineato anche da Irvin Yalom, il gruppo favorisce fattori terapeutici come universalità, coesione, apprendimento interpersonale e responsabilità personale.
Metodologia del Percorso
Il gruppo utilizza una metodologia esperienziale e relazionale, guidata da conduttori e conduttrici con formazione umanistico-esistenziale.
Gli elementi centrali del lavoro includono:
- ascolto attivo e presenza
- condivisione dei vissuti
- esplorazione delle emozioni
- integrazione della dimensione corporea e simbolica
- riflessione sui temi esistenziali emergenti
- attenzione sul “qui e ora” del gruppo
Il gruppo non è uno spazio di discussione teorica, ma un processo vivo, che si costruisce incontro dopo incontro. Non si tratta di un gruppo di discussione né di un corso teorico, ma di un processo psicologico guidato, che evolve incontro dopo incontro.
Il percorso si svolge in piccoli gruppi, a numero limitato, per garantire:
- qualità del lavoro
- sicurezza psicologica
- possibilità di parola e ascolto per ciascun partecipante
Generalmente prevede:
- una durata definita del percorso
- una cornice chiara di regole e confini
- continuità del gruppo nel tempo
- incontri a cadenza settimanale o quindicinale
Ogni incontro è strutturato per favorire:
- l’emersione dei vissuti
- la riflessione condivisa
- l’integrazione dell’esperienza nella vita quotidiana
A chi è rivolto il Gruppo Umanistico-Esistenziale
Il gruppo è indicato per persone che:
- stanno attraversando una fase di cambiamento o transizione
- vivono difficoltà relazionali o emotive
- sentono un senso di vuoto, confusione o perdita di direzione
- desiderano lavorare su sé stesse in modo profondo
- vogliono comprendere meglio i propri schemi relazionali
- cercano uno spazio di confronto autentico e rispettoso
È adatto a chi desidera un lavoro di consapevolezza, non solo un supporto sintomatico.
Il gruppo come spazio di crescita e responsabilità
Il gruppo umanistico-esistenziale è uno spazio in cui la persona può:
- fermarsi
- ascoltarsi
- riconoscere ciò che conta davvero
- assumersi la responsabilità delle proprie scelte
Non è un luogo di giudizio, ma di presenza, verità e possibilità.
Uno spazio in cui la sofferenza può essere trasformata in comprensione, scelta e possibilità.

Se senti il bisogno di uno spazio in cui poterti raccontare, ascoltare e comprendere più a fondo ciò che stai vivendo,
il Gruppo Umanistico-Esistenziale può rappresentare un’occasione di lavoro profondo e trasformativo.
📩 Per informazioni sui prossimi gruppi, sulle modalità di partecipazione e sui tempi di avvio,puoi contattarci direttamente per un primo orientamento.
Prendersi uno spazio di parola e ascolto è spesso il primo passo verso un cambiamento autentico.
Bibliografia essenziale di riferimento
Rogers, Carl R.
Un modo di essere. Martinelli, 1973.
La terapia centrata sul cliente. Martinelli, 1980.
Frankl, Viktor E.
Uno psicologo nei lager. Ares, 2005.
La sofferenza di una vita senza senso. Gribaudi, 2007.
Volontà di significato. Gribaudi, 2010.
May, Rollo
Il significato dell’ansia. Astrolabio, 1983.
L’uomo alla ricerca di se stesso. Astrolabio, 1991.
Il coraggio di creare. Astrolabio, 1993.
De Marchi, Luigi
La psicologia dell’esistenza. Alpes Italia, 2017.
Shock primario. Alpes Italia, 2019.
Yalom, Irvin D.
Teoria e pratica della psicoterapia di gruppo. Bollati Boringhieri, 2003.
Psicoterapia esistenziale. Bollati Boringhieri, 2008.
Il dono della terapia. Neri Pozza, 2019.
